Tradurre in immagini i propri concetti, oltre ad essere un’operazione estenuante, deve necessariamente avere lo scopo di far intuire tali concetti. Intuire, attenzione: intuire. Se ora nego la funzione svelatrice della fotografia in quanto prova incontrovertibile, in quanto dimostrazione, in quanto certezza, in quanto elemento unificatore della ragione - non nego certo l’empatia che inevitabilmente le immagini possono incontrare nel loro silenzioso cammino. Spesso un’immagine solitaria non è identificativa dell’intero pensiero di un autore, spesso le immagini sono una serie, un libro, un corpo. Di seguito è un anno nel complesso tempo, nel complesso spazio: nulla più che un vano esempio. Nella sua stessa vacuità è racchiusa l’importanza di ogni singola porzione suddivisibile all’infinito del tempo.

Abbiamo l’incredibile fortuna di poter distruggere i vincoli fisici. Se l’incoerenza sarà visiva, sarà esclusivamente un ulteriore mezzo - una scelta. Perché si tratta di traduzioni. Le storie preferisco raccontarle al bar, o preferisco fare un film.



01-52 un nuovo giorno


02-52 i miei pensieri

03-52 regalo


04-52 multipli ricordi


05-52 psicologia da supermercato: lavora su te stesso


06-52 l’immaginazione è importante

Eravamo a Bangkok. Nonappena vedemmo la pubblicità nel centro commerciale nessuno dei due ebbe alcun dubbio. Poi andammo a vedere un film, in lingua originale, così.
Ho potuto ammettere che ci fossimo capiti.


07-52 souvenir


Ho appoggiato i gomiti sul bancone. Ne ho ordinato uno, inevitabili discussioni, d’accordo dillo a chi ti pare ma lo voglio. Ti voglio, è per questo. Vado fuori e mi siedo. Sono circondato da gambe lunghe, minigonne e tacchi alti; sono solo. Riesco ad avvicinare il bicchiere alle labbra, quasi si toccano -il bicchiere e le labbra-.
Restituisco il tutto, pago e me ne vado.



08-52 davvero senza titolo


09-52 cassetti


10-52 mattina


11-52 gita

Ho distrutto molte cose per nervosismo. In privato, in pubblico, in casa, all’aperto. Poi ho smesso. Quando mi hanno rubato la macchina ho cambiato la serratura della porta di casa; oggi ogni persona che entra mi chiede che cosa abbia fatto alla porta.


12-52 non lubrificare


CUORE: Questa parola serve per moti e desideri di ogni genere, ma ciò che è costante è che il cuore -negato o rifiutato che sia- vuole essere oggetto di dono.
Da “Frammenti di un discorso amoroso”, R. Barthes, 1979, Einaudi


13-52 cuore

Posso abbracciarti?
Preferirei di no.


14-52 incontro


15-52 ping pong


16-52 pasqua


17-52 incubi


18-52 incubi


19-52 gomme


20-52a lattiginoso


20-52b lattiginoso


21-52 gita


22-52 zanzare


23-52 gita


24-52 ecco l’estate


25-52 gita


26-52 le repliche del formula 1

Il giorno del mio compleanno ho trovato questa per terra.


27-52 compleanno


28-52 in effetti

Conservo nel mio frigorifero una capocchia di ananas da più di un anno; crea un certo legame, inspiegabile ma funzionante, col passato, con quello che era l’anno scorso. Quello che era l’anno scorso, l’anno ch’è passato e che tuttavia continuo a vivere continuamente.


29-52 ananasso

Durante le notti di caldo, sono solito aprire la finestra mentre sdraiato sul divano guardo la televisione fumando.
Mi tiene spesso compagnia -sempre- un satellite geostazionario: è immobile, cioè in perfetta sincronia con la rotazione terrestre, muovendosi. Fino a che l’oscurità mi permette di osservare il bagliore del riflesso solare sulla sua lamiera, certamente mi sento un po’ più tranquillo.

30-52 geostazionario


31-52 un anno fa

32-52 vienna

33-52 budapest

34-52 servizio informazioni

35-52 gita

36-52 gita

Avevo una vicina di casa che si teneva compagnia con cinque gatti. Io sono allergico ai gatti, non nel senso che non mi stanno simpatici: dopo venti minuti che mi trovo nella stessa stanza con un gatto non respiro più. Per quanto si possa dire di voler bene o avere un qualche tipo di rapporto con un animale, il gatto potrebbe essere uno dei miei interlocutori animali. Quindi posso certamente dire che la mia lontananza dai gatti sia un fatto clinico non empatico.
La mia vecchia cara vicina contravvenendo ad ogni regola, lasciava pascolare i suoi gattoni -come li chiamava lei- nel cortile comune a tutti i condomini e, abitando al piano terra sia io che lei, spesso i suoi gattoni me li ritrovavo sul mio divano, con le relative crisi asmatiche.
Dapprima ho iniziato a chiedere gentilmente di controllare i gattoni, dopo un anno con più fermezza, ed infine dopo due anni mi sono trovato a dover minacciare lei e il suo uomo senza aver mai ricevuto in cambio la giusta attenzione e cortesia che ti aspetteresti da un tuo simile.
Al ritorno da un viaggio era sparita: lei, lui e i suoi gattoni.
Ho trovato sul mio davanzale un’orrenda scultura di un gattone in ceramica.

37-52 i miei gattoni

38-52 60.96mt di corda

39-52 psicologia da supermercato: ma fatti un bel viaggio!

Sembra che la pornografia oggi sia argomento di estrema attualità. Ho prestato casa mia per quelli che pensavo fossero dei provini per un film porno. Ho trovato solo pesantezza, poca chiarezza e tanta tanta confusione, non in casa mia ma nelle teste di chi voleva fare un film porno-artistico. L’unica cosa porno-erotica che ho ritrovato in casa mia è questa manata sulla finestra: questa sì che mi ha fatto correre il cervello e quindi eccitato.


40-52 gente strana in casa mia

Il ragazzo è stato visto tentare più volte di ricevere una risposta mentre era al telefono nella cabina. Il tutto è successo durante quelle ore notturne durante le quali ogni cosa sembra esserci con estrema calma, dove le azioni rimangono appese per un po’ prima di cadere, dove sembra che alle non-soluzioni si possa trovare una soluzione, dove insomma il mondo potrebbe essere un posto giusto - non sempre.
L’hanno trovato impiccato al filo del telefono, non rispondeva, lei. Ora non verrà più disturbata. Nessuno, se non qualcuno nel quartiere, ne ha parlato.


41-52 violenza e stalking

42-52 scherzo infinito

43-52 saldi rapporti

44-52 spettro


45-52 bolle


46-52 madre

47-52 zitternd

Qualche tempo fa incontro una ragazza al bar, non la conoscevo: facciamo amicizia. Mi racconta -non so perché ma in tanti si confidano con me- fin da subito di quanto sia poco soddisfatta della sua relazione, del suo uomo. Mi parla di problemi che personalmente ritengo di natura profonda, non fatti trascurabili: tanto che aggiunge di essere uscita con altri uomini per, in fondo, cercare un sostituto.
Non l’ho mai più rivista. Non l’ho mai più sentita. Ci siamo solo scambiati i relativi Instagram. L’altro ieri ha pubblicato una fotografia dove la sua mano sorregge una scatola che di sicuro conteneva l’anello che ora avvolge la falange del suo anulare sinistro -mmmpf: anulare sinistro- sullo sfondo un tavolo bianco, e tagliato dall’inquadratura un bouquet.
La didascalia della fotografia è la seguente: “La scatolina azzurra più importante della mia vita”.
Esemplari pezzi di corpi senza sacrificio umani solo umani pensieri il fallimento è distante quanto i particolari della carne risaltano nella attenzione folle mie per sempre.

48-52 la scatolina azzurra

49-52 psicologia da supermercato: hai una visione distorta

Uscito dal locale evidentemente alterato ho rivisto il Diavolo, ho avuto modo di prendermi gioco del destino. Parlo con te, se mai mi stai leggendo che tanto credi di sapere tutto. Mi ferma, è su un panchina e si sta segando, i pantaloni alle caviglie; mi sussurra se voglio assaggiare. Ho già capito tutto, conosco bene le forme che assume perseguitandomi da tanto tempo; l’odore della sua giacca di finta pelle mi sta nauseando, come tutte le altre volte - ogni volta chissà perché, saranno vent’anni che non ti vedo né sento eppure l’odore istantaneo giunge identico dal passato immediatamente. Infilo una mano in tasca ravanando per bene: lui sta pensando che me lo sto per menare e invece sfilo una sigaretta e me l’accendo. Gli fumo in faccia, è mio. Gli stringo la mano, la accarezzo mentre il fumo si fa strada nel mio occhio storpiandomi. Si avvicina per baciarmi, lo respingo con una lieve spinta sul suo petto: sento le ossa da demonio che urlano, è molto caldo. Si mette a frugare nelle tasche e in cuor mio -se ancora ne ho uno- spero che tiri fuori un coltello e che mi faccia fuori; imbottito come sono, stanotte sono davvero pronto a chiudere ogni conto - magia notturna. Ha in mano un cellulare che da quanto è vecchio ma fa scoppiare a ridere: mi mostra fotografie nel tentativo di eccitarmi di una ragazzina di non più di tredici anni nuda con le gambe aperte, con le calze a rete e dei particolari dei suoi organi genitali. Mi alzo dalla panchina dove mi ero seduto di fianco a lui e gli dico “lo vuoi, lo so che lo vuoi” lui mi risponde che può farmi andare da sta ragazzina se ho il piacere e che lui ci guarda; gli escono così bene le parole dalla sua bocca sdentata che riesco, al di là delle mie condizioni prossime alla fusione, a mettere a fuoco del marcio tra la gengiva e i denti inferiori e rimango ad osservare per un tempo indefinito che nel tempo degli ubriachi quantifico in circa tre ore - ma in realtà possono essere stati non più di otto secondi. Faccio per slacciarmi i pantaloni di fronte a lui che inizia a sorridere, e invece gli mollo una ginocchiata in faccia; lo tengo per la nuca anche se è già parecchio stordito, stavolta lo devo massacrare. A terra gli mollo un paio di calci, che affondano molto bene, e lo trascino per il piccolo parchetto. Non dice nulla, lui e/o il diavolo: lo sa che potrebbe schiacciarmi: lo sa che non è una questione morale: lo sa -ci siamo già visti, mi conosce molto bene. Lo sa che è capitato per caso tra me e il mio passato e il mio cuore infranto. Lo sa che queste cose non passano per i tribunali, lo sa che questi conti si regolano tra angeli, maledetti e non. Lo giro e lo blocco con il ginocchio sul suo sterno e lo strozzo con l’avambraccio. Mentre sputacchia parole senza senso che neanche ascolto, penso a quanto la depressione e il karting abbiano modellato il mio corpo, allenato come non mai - sull’orlo della morte in perfetta forma: l’agghiacciante realtà della mia condizione.
Non lo ammazzo, non è mio compito. Lo lascio steso, col cazzo moscio e dei lividi e il volto sanguinante. Se il male viene a visitarti non è necessariamente per nuocere: il mio compito non è terminato. Ho troppo da farmi perdonare, ripenso al bambino che era di me, ripenso a quei pomeriggi da incubo costretto in un garage a farmi fare di tutto - il solito. Il demonio è tornato a trovarmi per chiudere, ma in realtà mi lascia lo stesso perduto in un circolo.
Poi.
Non sento fatica, è davvero buio pesto su una strada provinciale -come ho fatto a camminare fino a qui, prima ero in città- so dove devo andare: osservo la città da fuori, la sua coltre giallastra che la mostra per quell’agglomerato di esistenze che è; chissà cosa sta facendo la persona della mia vita, e urlo; urlo e piango. Parlo rivolto al cielo: io perduto da quando venivo dilaniato e violato, rimango una persona orribile. Prendi me. Salva i malati, proteggi i miei fratelli, riscalda la persona della mia vita; ama come non riesco che mi ama e io odio.


50-52 un voto notturno


51-52 gita

52-52 booo




LINK